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SISMA CENTRO ITALIA 2016 - Rilievi di agibilità post sismica con schede AeDES

Con Ordinanza n. 442 del 16.12.2016 il Capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha disposto che tutti i professionisti iscritti agli ordini/collegi professionali abilitati all’esercizio della professione con competenze di tipo tecnico e strutturale nell’ambito dell’edilizia, anche non abilitati “Aedes”, possono effettuare verifiche di agibilità post-sismica.

I proprietari di quegli immobili privati dichiarati “non utilizzabili” a seguito di verifiche con scheda speditiva Fast, possono incaricare per la compilazione della scheda Aedes, direttamente tecnici di loro fiducia.

Tale decisione è stata presa da parte del Dipartimento di Protezione Civile d’intesa con le quattro Regioni coinvolte, a seguito del notevole aumento delle richieste di sopralluogo di agibilità giunte dopo gli eventi sismici di ottobre.

A seguito dell’Ordinanza n. 442/2016 del DPC, il Commissario straordinario alla ricostruzione ha emanato, a sua volta, l’Ordinanza n.10 del 19.12.2016 che all’art.1 comma 2 recita:

“Entro 30 giorni dalla comunicazione ai proprietari della non utilizzabilità dell’edificio da parte dei comuni, i tecnici professionisti devono redigere e consegnare agli Uffici Speciali della Ricostruzione le perizie giurate relative alle schede AeDES degli edifici danneggiati e dichiarati inutilizzabili con le schede FAST. Insieme alla scheda AeDES i tecnici professionisti dovranno allegare alla perizia giurata una esauriente documentazione fotografica ed una sintetica relazione con particolare riferimento alle sezioni 3, 4, 5, 7 e 8 della scheda e con adeguata giustificazione del nesso di causalità del danno come determinato dagli eventi della sequenza iniziata il 24 agosto 2016. Quest’ultimo aspetto dovrà essere particolarmente curato per gli edifici con interventi già finanziati da precedenti eventi sismici e non ancora conclusi, di cui all’art. 13 del D.L. 189/2016, per i quali sarà richiesta un’adeguata documentazione fotografica del danno pregresso, dell’eventuale intervento parziale già effettuato e del danno prodotto dalla sequenza iniziata il 24 agosto 2016.”

Nella stessa Ordinanza è, anche, precisato che ogni singolo professionista può redigere al massimo n. 30 schede AeDES e che la presentazione di un numero superiore alle 30 schede comporta la cancellazione o la non iscrizione all’elenco speciale di cui all’articolo 34 del Decreto Legge n. 189/2016.

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