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Gianluca Centurani

Gianluca Centurani si laurea in Ingegneria Edile, con votazione 110/110, presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila, con tesi in progettazione architettonica.

Trasferitosi subito dopo a Roma, inizia la libera professione collaborando anche con diversi studi di architettura e di ingegneria della capitale, tra i quali quello dell’Arch. Fuksas per il progetto del Centro Congressi EUR (Nuvola). Matura esperienza come progettista architettonico di opere pubbliche e private e di direzione lavori. Il percorso formativo, di specializzazione e di lavoro condotto tra ingegneria ed architettura, gli permette di avere una visione globale delle opere commissionate, avendo cura degli aspetti estetici e tecnici del progetto.

La filosofia professionale è quella secondo la quale l'organismo edilizio progettato viene concepito come integrazione anzichè come somma delle sue parti, coinvolgendo così, contemporaneamente ed in forma sinergica, i differenti saperi che intervengono nella progettazione.




Ex Bricchettificio - Recupero industriale dettagli del progetto

San Giovanni Valdarno (AR) (2010), progetto non realizzato. Progetti architettonici.

Il recupero del manufatto storico e di notevole interesse architettonico, si opera accostando nuovi elementi che ben soddisfano i principi dell’edilizia eco-sostenibile richiamati tra gli obiettivi del bando ma non di meno necessari per garantire un uso consapevole delle risorse disponibili ed il benessere globale degli occupanti, senza sminuire o alterare l’immagine e la valenza dell’edificio storico. La filosofia progettuale concepisce una nuova identità volumetrica trasparente realizzata per consentire il dialogo interno-esterno ed essere penetrabile alla vista per non celare le possenti murature del Bricchettificio. La nuova struttura in acciaio e vetro, di forma volutamente essenziale e differente rispetto alla configurazione dell’edificio recuperando, si sviluppa a partire dall’area nord per inserirsi nel vecchio manufatto realizzando una compenetrazione di solidi tale da generare spazialità inedite e sorprendentemente entusiasmanti. Il principio ispiratore è nell’idea di un oggetto “contenitore” per i nuovi elementi e quelli esistenti.





Nuovi Edifici Parrocchiali

Alessandria (2010), progetto realizzato. Progetti architettonici.

“L’edificio dovrà essere semplice, lineare con linee pulite e uniformi. E’ indispensabile che sia fortemente correlato alla chiesa, comodo e funzionale. Dovrà essere economico nella manutenzione e nella gestione, ben integrato con l’ambiente e le risorse naturali.”

Queste sono le parole con cui potremmo riassumere il pensiero di Mons. Guido Ottria quando ha espresso le esigenze della comunità per il nuovo edificio parrocchiale.

Elevata integrazione con l’esistente chiesa, elevata integrazione con gli edifici circostanti ed elevata integrazione con l’ambiente, fanno del nuovo edificio un elemento totalmente correlato e dialogante con la realtà esistente. Questo vale per l’aspetto architettonico nella totalità degli interventi ma anche per l’aspetto energetico e del consumo delle risorse idriche. Il nuovo edificio parrocchiale non poteva che “dare il buon esempio”.

Fulcro, origine, cuore, punto focale di tutto il complesso che verrà a crearsi è l’esistente Chiesa di San Paolo. Dai suoi movimenti, dalle sue forme circolari, dai suoi orientamenti, dalle pendenze dellesue coperture originano le armonie, le direzioni spaziali, gli orientamenti e le conformità del nuovo edificio parrocchiale.





Loft Bertana

Castellazzo Bormida (AL) (2009), progetto realizzato. Progetti architettonici.

L’appartamento si articola su due livelli messi in comunicazione dallo spazio a doppia altezza della scala ed illuminato dall’ampia vetrata della terrazza del piano superiore attorno alla quale si articolano gli ambienti del secondo livello. Fedele alle esigenze del committente, gli ambienti sono stati progettati privilegiando la scelta di materiali caldi ed emozionalmente accoglienti come il legno ed il mattone faccia vista che si riconoscono nei pavimenti del piano superiore, nella parete della scala, nei pilastri del corridoio centrale e nella scelta delle porte interne. L'orditura del tetto in travi lamellari è stata volutamente lasciata a vista. La parte inferiore ospita la zona giorno a differenza della parte superiore la quale è destinata a zona notte e studio.




Loft Buzzi

Castellazzo Bormida (AL) (2009), progetto realizzato. Progetti architettonici

Un luogo dove vuoti e pieni, luci ed ombre, alti e bassi dialogano con equilibrio. Un luogo reale dove gli spazi di rappresentanza e quelli privati stanno insieme senza negarsi l’un l’altro e dove il colore ed il non colore poggiano in articolate e contrapposte concezioni ad accogliere chi, con stupore, scopre all’ultimo piano di un anonimo palazzo, un appartamento che rileva sorprendenti emozioni sensoriali. Gli spazi di tre banali appartamenti acquistati all’ultimo piano di un edificio di recente costruzione ed il relativo sottotetto lasciato altrimenti a perdere, vengono trasformati in un unico grande loft di circa 400 mq, dalla concezione razionalmente moderna ed inaspettatamente funzionale ed in una spaziosa terrazza affacciata sul centro storico di un piccolo borgo medievale nei pressi di Alessandria. Questa è la genesi spaziale di un ambiente stimolante, di grande impatto visivo che ha chiesto l’applicazione sinergica dei saperi progettuali per porre in perfetta relazione gli ambienti interni con gli orientamenti cardinali predefiniti dall’involucro esterno esistente, per ottenere superfici finestrate della doppia altezza tali da consentire una perfetta illuminazione nelle stagioni invernali ed una corretta ombreggiatura nelle stagioni calde, per rendere armonica la percezione dei volumi ed ovviamente per creare ambienti realmente confortevoli ed accoglienti per i fruitori. L’appartamento che si articola attorno al soggiorno centrale a doppia altezza dal quale si aprono e si dilatano gli altri ambienti della casa, è studiato visivamente affinché la percezione degli spazi interni ed esterni diventi contemporanea. Il salotto interno inondato di luce dalla grande vetrata a filo muro, dialoga naturalmente con il salotto esterno sulla terrazza. Questo scambio tra interno ed esterno coinvolge già dall’ingresso dove asole nel solaio consentono alla luce di penetrare al piano inferiore e alla vista di spaziare verso l’infinito del cielo. Qui il volume dell’ascensore condominiale è trattato con pietra naturale ed evidenziato da lampade sospese di Gianluca Centurani Design. Ogni ambiente è chiaramente posto in relazione biunivoca con il vuoto del volume centrale in modo tale che la percezione dello spazio diventi simultanea e pluridirezionale in una logica moderna di vita dell’ambiente domestico. Il loft è inoltre occasione permanente per l’esposizione delle opere pittoriche di Gianluca Centurani e degli oggetti del suo Design.





Micro Spazi Macro Luoghi

Teramo (2008), progetto non realizzato. Progetti architettonici.

L’idea progettuale prevede l’individuazione di un principio regolatore per la riconnessione critica dei luoghi e dei poli attrattivi, l’organizzazione spaziale delle principali direttrici, la ricucitura e la riconnessione delle zone della città aventi un’identità già consolidata.

Il Principio regolatore è basato sul numero 7 che rimanda al principio delle 7 arti, dei 7 coloridell’arcobaleno ma anche ad i 7 elementi urbani che si riconoscono nella pianta della città di Teramo.

Si individuano pertanto:

Le 7 Arti: Cinema, Architettura, Musica, Pittura, Scultura, Poesia e Danza;

I 7 elementi urbani: Quartieri di S. Maria Bitetto, S. Stefano, S. Giorgio, S. Spirito, Asse 1 (Corso San Giorgio – Corso De Michetti), Asse 2 (Via San Giuseppe – Via Veneto – Via Oberdan) e Fascia di Circonvallazione;

I 7 colori dell’arcobaleno: Rosso, Arancione, Giallo, Verde, Blu, Indaco e Violetto.

Ad ogni elemento urbano viene associata un’arte e un colore dell’arcobaleno. Su ogni elemento urbano viene organizzato un percorso tematico legato ad una delle sette arti che attraversa il relativo ambito toccando gli elementi storici, culturali e ricreativi della città. In particolare per ogni quartiere viene individuata una piazza principale rispetto alla quale si snoda il percorso.

Il colore che identifica il percorso è riconoscibile sia orizzontalmente che verticalmente mediante elementi ed installazioni che si integrano con il contesto e con gli esistenti luoghi fisici, connotando i punti e gli spazi della scena urbana.




Discopub mobilificio

Biella (2008), progetto non realizzato. Progetti architettonici.

L'idea alla base del progetto è quella di creare un ambiente nuovo e stimolante per i clienti dove abbinare all'attività della vendita e dell'esposizione dei mobili e degli oggetti di design, l'intrattenimento con il disco-bar. Tra un bicchiere di vino ed un caffè si scoprono le nuove tendenze dell'arredamento d'autore.

Il fulcro compositivo del locale è quello del bancone bar, posizionato al centro come punto di riferimento visivo forte e regolatore degli spazi e delle attività del locale. Dal bar è organizzato un percorso che conduce ed attira il cliente verso lo spazio espositivo vero e proprio.




Ristorante il Girasole

Roma (2008), progetto non realizzato. Progetti architettonici.

Il ristorante romano propone l'alimentazione come momento parallelo e complementare a quello del design.

Fondamentalmente lineare nell'impianto ed arricchito da decorazioni dai colori tenui e da qualche contrasto di colore,il locale è progettato come area di esperienze variegate: dal cibo al decor fino all'esposizione di opere d'autore.

Il bancone e il piano cottura costituiscono il nodo del locale dal quale si transita per accedere da una sala all'altra del ristorante.





Bar Colosseo

Roma (2008), progetto non realizzato. Progetti architettonici.

Discobar e tavola fredda all'ombra del Colosseo Una vista mozzafiato su una delle sette meraviglie del mondo.

Nuove prospettive e nuove tonalità per questo locale che vuole rifarsi il look. Tendenze moderne per la fruizione diurna e per i clienti che affollano la zona alla sera.

Il vecchio bar diventa un discopub attraente per la movida romana.




Centro polifunzionale

Aquila (2001), progetto non realizzato. Progetti architettonici.

TESI DI LAUREA IN COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA

Il complesso multifunzionale è progettato in un’area della periferia nord-ovest della città dell’Aquila in prossimità dell’autostrada A24 (Roma Teramo). Il lavoro è stato condotto con l’obiettivo di riqualificare l’area di intervento, inserendo funzioni di carattere pubblico e privato nell’intento di interpretare il contesto urbano di quella parte di città.

La configurazione planoaltimetrica dell’opera è stata ottenuta dall’analisi delle direzioni che hanno trovato relazione in un quadrato suddiviso in moduli e reinterpretato basandosi sugli orientamenti prevalenti del tessuto urbano circostante. Il complesso si articola in un centro

commerciale seminterrato su due livelli, un parcheggio interrato, un edificio per uffici e uno residenziale degradante verso sud, in grado di offrire ad ogni appartamento, una vista panoramica sul centro della città.