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Giovanni Torsella

Nato a Faggiano (TA) il 6/11/1965, laureato a Roma il 17/07/1992. Esercito la libera professione dal 2001 dopo varie esperienze in Aziende e Studi professionali.

Lo Studio Professionale si occupa di Progettazione Integrata, Direzione Lavori e Consulenza, in particolar modo nel campo della gestione di grandi Patrimoni Immobiliari.

Parte importante dell'attività è dedicata alle energie alternative.

Riferimenti: cell. 335/5252417 - e-mail: torsella@libero.it; e-mail certificata: torsella@pec.ording.roma.it.




Ripristino Prospetti Edificio

Via Silvio D'Amico 40 - Roma (2015), progetto realizzato. Progetti architettonici

L’intervento ha richiesto preventivamente una serie di indagini alla fenolftaleina, utili per individuare la profondità di carbonatazione in corrispondenza dei ferri di armatura.

Come è noto, un ph < 9,2 rende le armature soggette alla corrosione, pertanto laddove le indagini hanno evidenziato tale circostanza è stato necessario rimuovere tutto il calcestruzzo carbonatato.

Quando il grado di carbonatazione ha interessato tutto il copriferro e la rimozione di quest’ultimo ha messo a nudo i ferri di armatura gli stessi sono stati trattati con pistola ad aghi scrostatrice per rimuovere l’ossidazione e con convertitore di ruggine. Successivamente si è provveduto al ripristino della continuità della superficie con malta adesiva sintetica .

In seconda battuta è stata trattata tutta la superficie in calcestruzzo con una protezione polimero-cementizia, al fine di evitare successivi fenomeni di carbonatazione e/o corrosione dei ferri di armatura.





Concorso per la realizzazione di un'opera d'arte

Aeroporto di Alghero - Alghero (SS) (2013), progetto non realizzato

L’idea dell’opera nasce dalla considerazione che l’aeroporto è di fatto una porta con cui si raggiungono, grazie alle diverse traiettorie degli aeromobili, le diverse parti del mondo.

Elementi cardine della composizione sono quindi un portale, una serie di cavi in acciaio a indicare le traiettorie che uniscono quest’ultimo ad una sfera che vorrebbe rappresentare le diverse destinazioni - leggi il mondo - e un profilo d’ala che metaforicamente rappresenta il volo.

I cavi in acciaio reggono visivamente la sfera e le impediscono il rotolamento verso il basso, a rappresentare simbolicamente che senza i vari collegamenti fra le varie parti del mondo questo inevitabilmente arretrerebbe. Il portale vuole richiamare l’andamento del nastro di Moebius: com’è noto per questa superficie non è possibile stabilire convenzionalmente due lati (inferiore/superiore o interno/esterno), esistendo un solo lato e un solo bordo. Dopo aver percorso un giro del nastro ci si trova dalla parte opposta e dopo averne percorsi due ci si ritrova sul lato iniziale. Quindi per esempio si potrebbe passare da una superficie a quella "dietro" senza attraversare il nastro e senza saltare il bordo ma semplicemente percorrendolo. Le analogie col volo aereo, dimezzando il numero di giri, appaiono, con un po’ di benevolenza, evidenti. Il portale, considerata la particolare forma, verrà realizzato in cemento armato e rifinito con intonaco tinteggiato bianco con pittura al quarzo vista l’esposizione dell’opera agli agenti atmosferici. Il profilo d’ala sarà anch’esso in cemento armato rivestito con lastre di ardesia nera. I cavi saranno in acciaio AISI 316.

La sfera sarà realizzata tramite un ordito di 10 profili in acciaio a T60 ad ali uguali che servirà da struttura portante per una elemento continuo sferico di acciaio inox austeno-ferritico, solidarizzato al terreno tramite un ancoraggio realizzato sempre con un tubolare in acciaio di diametro pari a cm 15 fondato su un plinto in calcestruzzo armato. L’opera sarà illuminata da n. 10 faretti direzionali posizionati sul terreno circostante.

I tempi previsti per la realizzazione sono stimati complessivamente in 8 mesi, considerando che la sfera dovrà essere realizzata in officina, mentre il portale verrà realizzato in opera, opportunamente fondato con plinti di adeguate dimensioni. La lunghezza dei tempi di realizzazione dipende sostanzialmente dal lavoro in officina che dovrà essere programmato e dallo spostamento della sfera sul luogo di posizionamento. Analogamente il profilo d’ala sarà realizzato in opera, compreso il rivestimento in ardesia.





Riqualificazione Area Vecchia Posta

Faggiano (TA) (2012), progetto non realizzato. Progetti architettonici.

L'intervento prevede la riqualificazione dell'area, ubicata a ridosso del centro storico, di superficie pari a circa mq 825, adiacente il vecchio edificio in passato adibito ad uffici postali, ove era ubicata una stazione di rifornimento carburante attualmente dismessa. Il progetto vuole essere un intervento di ricucitura urbana attraverso l’annessione – sia da un punto di vista funzionale che percettivo - dello spazio attualmente destinato a parcheggio alla piazza principale Vittorio Veneto, prevedendo la realizzazione di due diverse aree, poste a quote altimetriche differenti e destinate a spazi aperti di socializzazione.

Le differenti quote fra le strade delimitanti l’area di intervento hanno costituito l’occasione per realizzare una sorta di teatro all’aperto caratterizzata da elementi geometricamente informali, a rimarcare tutto il carattere del tessuto urbano. La messa a dimora di alberi di ulivo secolari garantirà d’altro canto la continuità delle essenze col territorio rurale. L’area gradonata sarà pavimentata con pietra di Soleto, fatta eccezione per il gradone ospitante gli alberi che andrà lastricato con pavimentazione drenante, alla stregua della restante area oggetto dell’intervento. Il tutto in continuità con i materiali utilizzati per la nuova pavimentazione di via Vittorio Emanuele. Perimetralmente e in adiacenza agli edifici esistenti sarà realizzato un paramento murario rivestito sempre da pietra di Soleto. L’intervento conserverà la fontana pubblica, garantendo nell’immediato intorno un accesso in piano all’area gradonata. In presenza dell’attuale manufatto oggetto della proposta di demolizione, la ripristinanda scala di piazza Vittorio Veneto si attesterebbe in una zona costretta un punto di vista dei flussi pedonali e anonima da quello prospettico, nella quale la presenza del manufatto risulterebbe ingombrante. Pertanto, se è vero che l’abbattimento dell’edificio potrebbe in qualche modo alterare la visione prospettica da via Vittorio Emanuele – per contrasto a tale circostanza e per una continuità visiva con la fila di alberi già presente sulla piazza principale si propone la messa a dimora di alberi di ulivo secolari (Art 78.1.f, tutela e valorizzazione alberi di ulivo monumentali, anche isolati) – è altrettanto vero che apre una prospettiva assolutamente interessante da Via Duca D’Aosta, ripristinando una continuità visiva verso la piazza principale che si ritiene conveniente perseguire da un punto di vista del miglioramento e della godibilità degli spazi da parte della comunità.

Inoltre la demolizione consentirà di fruire, da via Vittorio Emanuele, della vista dell’edificio, di interesse architettonico notevolmente superiore, adiacente il manufatto da demolire. Da un punto di vista della fruibilità appare evidente come l’intervento proposto si collochi quale naturale prosecuzione della piazza principale, allargando così gli spazi civici destinati alla socializzazione e muovendosi nella direzione di rivitalizzare il centro storico: basti pensare che attualmente quasi tutte le manifestazioni o le diverse ricorrenze sono spostate in periferia, in piazza Aldo Moro. Dal punto di vista semantico l’intervento si pone al di fuori del linguaggio dell’architettura moderna, essendo quest’ultimo caratterizzato comunque da un rigoroso uso della geometria, per collocarsi all’interno di un linguaggio informale, o per meglio dire gestuale, che poi è la cifra compositiva di tutto il tessuto urbanistico circostante. D’altro canto, si è voluto evitare l’uso di segni già presenti nell’intorno per non incorrere nell’ambiguità dell’adozione di stilemi oramai patrimonio del passato, non trattandosi di un intervento di restauro architettonico ma di riqualificazione urbana. Unica eccezione, la cornice posizionata sul fianco dell’edificio prospiciente la piazza principale Vittorio Veneto, segno evidentemente di ordine gerarchico inferiore, utile a delineare uno spazio per le proiezioni, omaggio formale nonché testa di ponte con l’esistente.




Residenze Casalotti

Roma - Casalotti (2012), progetto non realizzato. Progetti architettonici.

L'intervento consiste nella realizzazione di n. 7 unità immobiliari progettate con i criteri della bioarchitettura, dotate ognuna di serra bioclimatica a guadagno diretto. Pannelli solari e fotovoltaici in copertura, caldaie a condensazione e riscaldamento a pavimento insieme ad una adeguata coibentazione assicurano l'edificio in classe energetica A. Ogni unità è dotata di un propio spazio di pertinenza esterno, idoneo ad essere utlizzato sia come giardino che come orto sinergico.





Manutenzione straordinaria edificio

Via Nicotera n. 24 - Roma (2010), progetto realizzato. Ristrutturazione.

L'intervento di manutenzione straordinaria ha interessato un immobile posto in Roma nel quartiere Prati, prossimo ad elementi registrati sulla Carta per la Qualità e ricadente in area censita fra le Morfologie degli impianti urbani dell'espansione otto - novecentesca. L'intervento ha interessato tutte le parti comnuni dell'edificio e le relative facciate. Di concerto con la Sovrintendenza è stato adottato un intonaco e una pittura a base di calce, con una finitura simile a quella precedente. Per le facciate è stato utilizzato un colore verde chiaro - invece del verde scuro originario - mentre per i balconi l'avorio - simile al precedente. La scelta dei colori è stata dettata dalla necessità di conciliare il rispetto di quelli originari con quelli adottati, con intervento diverso da questo in oggetto e a parere di chi scrive errato, per l'edificio gemello posto all'interno dello stesso complesso immmobiliare.





Progettazione n. 14 unità immobiliari

Roma, via degli Oniferi (2010), progetto realizzato. Progetti architettonici.





Progettazione impianti fotovoltaici

Puglia (2009), progetto non realizzato. Impianti elettrici.

Nel corso dell'anno 2009 ho progettato 14 impianti fotovoltaici di potenzialità pari a KWp 996,36 in diversi Comuni pugliesi. Di seguito sono elencati i diversi impianti: 1) Meriggio Rovente (Taranto); 2) I limoni (Taranto); 3) Belladonna 1 (Taranto); 4) Belladonna 2 (Taranto); 5) Hope 1 (Pulsano - TA); 6) Hope 2 (Pulsano - TA); 7) Tarentum I (Taranto); 8) Carosole (Carosino - TA); 9) Pallosole (Carosino - TA); 10) Francaidda's Sun (Francavilla - BR); 11) SOLlazzo I (Carosino - TA); 12) SOLlazzo II (Carosino - BR); 13) Meno 1; 14) Tratturo 73 (Mottola - TA)





Casa unifamiliare

Faggiano (TA) (2008), progetto non realizzato. Progetti architettonici.

Il progetto riguarda il tema della casa unifamiliare inserita in un ambito urbano di scarsa qualità architettonica: in particolare al piano terra esiste già un volume edilizio destinato a garage. Particolare attenzione è stata posta a tutte le possibili soluzioni che rendono il progetto sostenibile da un punto di vista energetico: serra a guadagno diretto, pannelli solari e fotovoltaici, coibentazione delle murature perimetrali e dei solai, uso di materiali biocompatibili.





Impianto fotovoltaico di KWp 996,36

Faggiano (TA) (2008), progetto non realizzato. Impianti elettrici.

L’intervento in oggetto prevede la realizzazione di una centrale fotovoltaica di potenza pari a 999,36 KWp collegata alla rete elettrica di media tensione nel Comune di Faggiano. L’impianto fotovoltaico produrrà energia elettrica che verrà venduta al gestore della rete locale e sarà valorizzata sulla base dell’incentivo erogato dal GSE (Gestore del Sistema Elettrico) già GRTN (Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale).

L’impianto è costituito da un campo fotovoltaico composto da 228 (duecentoventotto) stringhe di 23 moduli ognuna assemblate in gruppi di 3 per un totale di 76 (settantasei) pensiline e 5244 (cinquemiladuecentoquarantaquattro) moduli in silicio policristallino della potenza di 190 Wp. La superficie captante dei moduli ammonta a circa 7866,00 mq. Il sistema di conversione consisterà in una cabina contenente tre inverter trifase, il trasformatore BT/MT e i necessari collegamenti e interfacce. La cabina Elettrica “Enel” per la consegna dell’Energia avrà al suo interno il quadro di consegna, il quadro misure e il quadro di protezione e interfaccia. Area dell’intervento è delimitata da una recinzione realizzata in pali ancorati al terreno per mezzo di viti e rete metallica di completamento.

La superficie captante dei moduli ammonta a circa 8525,00 m². Il sistema di conversione è adatto per installazione all’aria aperta, e consisterà in un sistema fornito preassemblato come cabina in cls prefabbricata contenente tre inverter trifase, il trasformatore BT/MT e i necessari collegamenti e interfacce. La cabina Elettrica “Enel” per la consegna dell’Energia conterrà il quadro di consegna, il quadro misure e il quadro di protezione e interfaccia. L’impianto sarà dotato di messa a terra secondo la vigente normativa.

La producibilità netta prevista è di 1525 MWh/anno.

Il Comune di Faggiano ha rilasciato il nulla osta per la realizzazione dell'impianto in data 26/09/2008, mentre l'Enel ha fornito la STMG in data 28/08/2008.





Case a schiera

Acilia (RM) (2007), progetto non realizzato. Progetti architettonici.





Albergo

Vieste (FG) (2007), progetto non realizzato. Progetti architettonici.

L’opera progettata è un albergo inserito in un Piano di lottizzazione interessante un’area deperimetrata all’interno del Parco Nazionale del Gargano. L’impianto planimetrico era rigidamente fissato dal planovolumetrico, pertanto lo sforzo progettuale è stato quello di scavare l’edificio all’interno di una sagoma rigidamente predefinita, ponendo particolare attenzione a garantire al fronte posteriore, completamente esposto a nord, le condizioni migliori di insolazione.

L’albergo ha una superficie di mq 6.720, per un totale di mc 21.500 e si compone di 80 stanze, per un totale di 160 posti letto.




Ristrutturazione appartamento

Roma (2005), progetto realizzato. Progetti architettonici.

L'intervento consiste nella ristrutturazione di un appartamento sito in Roma, di circa 180 mq.





Edicola funeraria

Faggiano (TA) (2005), progetto realizzato. Progetti architettonici.

L’opera realizzata è un’edicola funeraria situata nel cimitero del Comune di Faggiano, in provincia di Taranto.

Il manufatto ha forma pressoché quadrangolare; lo spazio anteriore, destinato ai loculi e alle cellette, è delimitato da tre setti a tutt’altezza che realizzano uno spazio posteriore destinato ad accogliere la luce radente di due lucernari posti in copertura. Il prospetto di ingresso è caratterizzato da un’apertura ricavata modellando opportunamente una parete realizzata in calcestruzzo armato, a formare una vela che metaforicamente dovrebbe condurre verso l’ignoto e al tempo stesso a rappresentare l’ingresso quale una tenda che nel concetto della religione cattolica ha sempre avuto vari significati, compreso quello dell’ospitalità, in questo caso nel mondo dei defunti. Con tale segno, volutamente ambivalente in un momento storico nel quale sembra che i simboli siano diventati sempre più motivo di scontro fra diverse culture, il progettista ha inteso conciliare la sua posizione di ateo con quella dei propri committenti, di religione cattolica. I materiali utilizzati sono stati l’intonaco bianco per le pareti, l’ardesia per il pavimento e il vetro montato a giorno per gli infissi.

Posizionata accanto ai loculi, una vetrata in vetri cattedrali, colorata e a tutta altezza, contiene un altro e più esplicito riferimento ai simboli cristiano-religiosi e di fatto è un altro segno che ha ricomposto, anche per il modo in cui è stato rappresentato, la distanza fra il progettista e i propri committenti.





Centrale operativa Global Service

Roma (2002), progetto realizzato. Progetti architettonici.

L’intervento consiste nella realizzazione della centrale operativa per la gestione di un appalto di Global Service gestito da una Società privata all’interno di un importante Ministero.

E’ stato consolidato e ristrutturato un locale abbandonato, a pianta pressochè quadrata e di superficie pari a mq 253, posto all’interno dell’edificio, realizzando un CED ed otto uffici articolati intorno ad una postazione centrale ospitante le funzioni di call center.

I materiali utilizzati sono stati l’intonaco bianco per le pareti, il parquet industriale per i pavimenti, bugne di acciaio inox a finitura del bancone del call center e della retrostante parete curva, vetro, acidato per gli infissi e basso emissivo per i lucernari, ferro e Biancone di Trani per la scala di accesso.